C’è una parte della sostenibilità di cui si parla poco, ma che decide spesso l’efficacia delle politiche e delle buone intenzioni: la misurazione. Se non sai cosa stai buttando, quanto ne produci e dove si accumula lo spreco, diventa difficile intervenire in modo strutturale. È su questo punto cieco che lavora Nando, startup italiana che applica intelligenza artificiale e computer vision alla gestione dei rifiuti.
La società ha appena chiuso un finanziamento da 3,3 milioni di euro, una notizia che conta per ciò che abilita. L’obiettivo dichiarato è rafforzare due ambiti dove i margini di miglioramento sono enormi: raccolta urbana e spreco alimentare.

Rendere visibile ciò che oggi resta invisibile
Nando ha costruito una piattaforma che trasforma un gesto quotidiano — buttare un rifiuto — in un dato utilizzabile. Il sistema analizza immagini, riconosce le tipologie di rifiuto e restituisce informazioni ad alta granularità, utili per capire dove si generano inefficienze, quali flussi sono più critici e come cambiano nel tempo.
Oggi la piattaforma attualmente processa oltre 40mila immagini al giorno provenienti da diversi Paesi e supporta più di 80 clienti: grandi produttori di rifiuti (uffici corporate e siti industriali), gestori di servizi e facility management, operatori della raccolta urbana, mense e ristorazione collettiva. Tra i nomi citati: ISS, Narita International Tokyo Airport, A2A, IREN, Iveco Group, Deloitte, CBRE, Capgemini.
Il punto non è “digitalizzare per digitalizzare”, ma superare i limiti dei sistemi tradizionali basati su controlli manuali e saltuari. Quando i dati arrivano in tempo reale e con maggiore precisione, diventa più facile ottimizzare processi, ridurre i passaggi inutili e — di conseguenza — tagliare costi e impatti.
Il nodo food waste: misurare per ridurre davvero
Una parte specifica del lavoro di Nando riguarda il food waste nella ristorazione collettiva. Anche qui il problema è spesso lo stesso: lo spreco viene percepito ma non misurato, quindi resta difficile capire dove intervenire. La promessa di questo tipo di strumenti è rendere “visibile” lo spreco alimentare e trasformarlo in una variabile gestibile, con effetti diretti sui costi operativi e sull’impronta ambientale.
Non a caso, in un contesto di aumento dei costi e carenza di personale, la misurazione diventa una leva di efficienza. L’azienda sostiene che proprio questo cambiamento di scenario stia rendendo più urgente per molte organizzazioni dotarsi di sistemi automatici di monitoraggio.
Una notizia da tenere d’occhio
Nando è stata fondata nel 2021 e ha partecipato al programma cleantech Zero della rete di acceleratori di CDP Venture Capital. Ora punta a consolidare la presenza in Europa e Regno Unito e ad accelerare l’espansione verso Stati Uniti e Asia, ampliando anche le linee di prodotto per monitorare diverse tipologie di rifiuto.
Per chi vuole approfondire i dettagli dell’operazione e la lista completa degli investitori, l’approfondimento è su Startupbusiness, che ha riportato la notizia.








