7 consigli per il Pianeta e l’Europa

Dalle soluzioni basate sulla natura alla protezione degli ecosistemi, queste azioni concrete possono guidare la prossima legislatura europea e contribuire al benessere del nostro pianeta.

La Giornata Mondiale dell’Ambiente, celebrata il 5 giugno, ci offre un’opportunità unica per riflettere su come possiamo migliorare il nostro pianeta e le nostre comunità. E noi di The Good in Town desideriamo offrirvi i migliori spunti per questa riflessione. 7 consigli per il Pianeta e l’Europa.
La ricorrenza assume, questo anno, un significato ancora più speciale, cadendo a ridosso delle elezioni europee dell’8 e 9 giugno. Questi due eventi ci invitano a pensare globalmente e ad agire localmente per un futuro più sostenibile.

Da una parte, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente – UNEP, ci guida con 7 consigli pratici su come possiamo tutti contribuire alla protezione e al ripristino del nostro ambiente naturale.
Dall’altra, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS, ci offre una visione su come rendere l’Europa più verde e sostenibile durante la prossima legislatura.

Leggiamo insieme questi preziosi suggerimenti e scopriremo come possiamo contribuire, sia a livello individuale che collettivo.

7 consigli per il Pianeta

Sette modi per ripristinare il territorio, fermare la desertificazione e combattere la siccità
La terra sostiene la vita.
Foreste, terreni agricoli, savane e montagne ci forniscono cibo, acqua e materie prime. Eppure, oltre 2mld di ettari di terra sono degradati, mettendo in difficoltà più di 3 miliardi di persone. 
Gli ecosistemi e molte specie sono in pericolo.
Siccità, tempeste di sabbia e temperature in aumento. È urgente fermare la desertificazione, evitare l’evaporazione delle fonti d’acqua dolce e impedire che il suolo fertile diventi polvere.
Sembra una mission impossible, ma gli esperti ci assicurano che possiamo ancora farcela. 
We are #GenerationRestoration” è la guida dell’UNEP pubblicata sulla piattaforma globale del Worldenvironmentalday. Delinea i sette modi per partecipare al ripristino degli ecosistemi.

1 – Rinnoviamo l’agricoltura

Oltre 2 miliardi di persone dipendono dall’agricoltura, ma i nostri sistemi alimentari attuali degradano il suolo. I governi e il settore finanziario possono promuovere l’agricoltura rigenerativa, riorientando i 540 miliardi di dollari annui di sussidi verso pratiche sostenibili e piccoli agricoltori. Le aziende agricole possono sviluppare colture resistenti al clima, utilizzare metodi di coltivazione sostenibili e gestire meglio pesticidi e fertilizzanti. I consumatori possono adottare diete regionali, stagionali e ricche di vegetali, includendo alimenti come fagioli, lenticchie, ceci e piselli.

Agricoltura
Foto di Sabine da Pixabay
2 – Il tesoro sotto i nostri piedi

Il suolo non è solo terra: è l’habitat più biodiverso del pianeta. Ospita quasi il 60% delle specie e producendo il 95% del nostro cibo. Un suolo sano intrappola gas serra, aiutando a mitigare il cambiamento climatico. Per mantenere il suolo sano, governi e settore finanziario possono sostenere l’agricoltura biologica.
Le aziende agricole possono praticare il zero-tillage (coltivazione senza aratura), coltivando senza disturbare il suolo, e aggiungere compost per migliorarne la fertilità. Tecniche di irrigazione come quello a goccia e la pacciamatura aiutano a mantenere l’umidità. Anche ognuno di noi può fare compost con gli avanzi di cucina per usarlo nei giardini e sui balconi.

3 – Proteggiamo gli impollinatori: custodi del nostro cibo
APi
Foto di Annette Meyer da Pixabay

Tre colture su quattro dipendono dagli impollinatori. Le api sono le principali, ma sono aiutate da pipistrelli, insetti, farfalle, uccelli e coleotteri. Senza pipistrelli, perderemmo banane, avocado e mango. Tuttavia, gli impollinatori, soprattutto le api, sono in difficoltà da anni. Per proteggerli, dobbiamo ridurre l’inquinamento, minimizzare l’uso di pesticidi e fertilizzanti dannosi e conservare prati, foreste e zone umide. Autorità e cittadini possono ridurre la falciatura degli spazi verdi urbani e creare stagni che favoriscano il ritorno della natura. Piantare fiori nativi nei giardini urbani e domestici attirerà uccelli, farfalle e api, creando un ambiente favorevole per gli impollinatori.

4 – Proteggiamo gli ecosistemi di acqua dolce

Gli ecosistemi di acqua dolce sostengono i cicli dell’acqua. mantengono la terra fertile e forniscono cibo e acqua a miliardi di persone. Proteggono da siccità e inondazioni e offrono habitat a molte specie. Tuttavia, stanno scomparendo rapidamente a causa di inquinamento, cambiamento climatico, pesca eccessiva e sfruttamento eccessivo.
Per fermare questo declino, possiamo migliorare la qualità dell’acqua, identificare le fonti di inquinamento e monitorare la salute degli ecosistemi di acqua dolce. È fondamentale rimuovere specie invasive e ripiantare vegetazione nativa. Le città possono innovare nella gestione delle acque reflue, affrontando il deflusso delle acque piovane e le inondazioni urbane.

5 – Proteggiamo oceani e mari

Oceani e mari ci forniscono ossigeno, cibo e acqua, mitigano i cambiamenti climatici e aiutano le comunità ad adattarsi al clima estremo.
Oltre 3 ml di persone, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dipendono dalla biodiversità marina e costiera per vivere.
È fondamentale ripristinare ecosistemi blu come mangrovie, paludi salate, foreste di alghe e barriere coralline, e applicare regolamentazioni rigorose contro inquinamento, eccesso di nutrienti, scarti agricoli, scarichi industriali e rifiuti di plastica.
Le aziende possono investire nel recupero dei nutrienti dalle acque reflue e dai rifiuti di bestiame per usarli come fertilizzanti, contribuendo così alla sostenibilità degli ecosistemi marini.

oceani e mari
6 – Rendiamo le città sostenibili

Più della metà della popolazione mondiale vive in città e, entro il 2050, due persone su tre vivranno in un centro urbano. Le città consumano il 75% delle risorse del pianeta, producono oltre la metà dei rifiuti globali e generano il 60% delle emissioni di gas serra. Questa crescita urbana trasforma gravemente l’ambiente naturale.
Le città possono anche non essere giungle di cemento. Le foreste urbane possono migliorare la qualità dell’aria, offrire più ombra e ridurre la necessità di raffreddamento meccanico. Preservare canali, stagni e altri corpi d’acqua urbani può alleviare le ondate di calore e aumentare la biodiversità. Installare giardini sul tetto e giardini verticali negli edifici crea habitat per uccelli, insetti e piante, rendendo le città più verdi e vivibili.

7 – Investiamo nella natura

Gli investimenti in soluzioni basate sulla natura devono più che raddoppiare per raggiungere gli obiettivi climatici, di biodiversità e di ripristino degli ecosistemi.
I governi possono investire in sistemi di allerta precoce per prevenire gli impatti peggiori della siccità e finanziare attività di ripristino del territorio e soluzioni basate sulla natura. Il settore privato può integrare il ripristino degli ecosistemi nei modelli di business, implementare pratiche efficienti di gestione dei rifiuti e investire in imprese sociali focalizzate su agricoltura sostenibile, eco-turismo e tecnologia verde. I cittadini possono scegliere banche che investono in imprese sostenibili, donare per il ripristino o finanziare collettivamente innovazioni che aiutano a salvare il pianeta.

7 consigli per l’Europa

La Giornata Mondiale dell’Ambiente cade in un momento speciale: l’8 e il 9 giugno 2024 si terranno le elezioni europee, cruciali per il futuro della sostenibilità. La prossima legislatura condurrà l’europa fino al 2029. Giusto alla vigilia della scadenza degli obiettivi ONU fissati dall’Agenda 2030. ASviS ha proposto sette azioni per una legislatura europea più verde e sostenibile.

  1. Accelerare l’attuazione dell’Agenda 2030. L’Ue deve adottare un piano per l’accelerazione trasformativa verso gli SDGs entro fine anno, integrando l’Agenda 2030 in tutte le politiche per garantire un futuro sostenibile;
  2. realizzare una transizione ecologica giusta. Le politiche devono rispettare gli accordi internazionali e promuovere una transizione equa, coinvolgendo la società civile e i governi locali per non lasciare nessuno indietro;
  3. politica industriale come motore della transizione. La sostenibilità deve essere integrata nei modelli di business, passando dalla volontarietà all’obbligatorietà della Responsabilità Sociale d’impresa (Csr) per eliminare le violazioni sociali e ambientali;
  4. rafforzare i diritti sociali e la coesione territoriale. L’Ue deve trasformare l’obiettivo di “occupazione” in “lavoro dignitoso”, investendo in politiche sociali che migliorino la resilienza socioeconomica e riducano le disuguaglianze;
  5. riforme istituzionali per una maggiore integrazione europea. Per un’Europa più democratica e partecipata, è necessario rendere i meccanismi decisionali più efficaci e trasparenti, con elezioni su liste transnazionali e il rafforzamento del ruolo del Parlamento;
  6. ampliare la capacità d’investimento pubblico e privato. L’Ue deve integrare i bilanci pubblici europei e nazionali, avviando investimenti collettivi per finanziare gli SDGs e indirizzare i flussi finanziari privati verso obiettivi sostenibili;
  7. promuovere la pace e prevenire i conflitti. L’Europa deve mantenere la leadership nello sviluppo sostenibile, sostenendo le riforme dell’Onu e delle istituzioni finanziarie multilaterali, promuovendo un nuovo contratto sociale globale.
Parlamento Europeo
Foto di Udo Pohlmann da Pixabay

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