La transizione ecologica europea non passa solo dalle decisioni dei governi o dalle politiche di Bruxelles. Passa anche dalle scelte delle grandi imprese, soprattutto quando riguardano settori concreti come energia, logistica e imballaggi.
È in questa prospettiva che si inserisce un report di Frontier Economics (commissionato da Amazon) sugli investimenti di Amazon in tecnologie a basse emissioni di CO₂ in Europa e nel Regno Unito. Secondo l’analisi, tra il 2021 e il 2025 il gruppo ha investito 17 miliardi di euro in aziende europee attive nell’energia senza emissioni di CO₂, nei trasporti elettrici e negli imballaggi più sostenibili. Il comunicato diffuso dall’azienda indica che questi investimenti avrebbero sostenuto fino a 144.000 posti di lavoro e generato fino a 11 miliardi di euro per l’economia dell’Unione europea e del Regno Unito.
Sono numeri importanti, soprattutto in una fase in cui l’Europa cerca di trasformare la decarbonizzazione da costo percepito a occasione di crescita industriale. Ma sono numeri che vanno anche messi in prospettiva, perché Amazon è una delle più grandi aziende del mondo e il suo impatto ambientale resta molto elevato.
Energia, consegne e imballaggi: dove vanno gli investimenti
Il primo ambito è l’energia. Il report cita oltre 120 progetti europei per una capacità complessiva di 8,7 GW. Per un’azienda che consuma molta energia, tra logistica, e-commerce, data center e servizi cloud, l’accesso a elettricità a basse emissioni è una condizione essenziale per ridurre la propria impronta climatica.
Il secondo fronte è quello dei trasporti. Amazon dichiara di avere oltre 10.000 veicoli elettrici per le consegne già impiegati in Europa e di voler continuare ad ampliare la flotta, anche con camion elettrici e nuovi hub di micromobilità. Nel 2026 sono previsti 25 nuovi hub per cargo bike a pedalata assistita e consegne a piedi, una soluzione utile soprattutto nelle città, dove traffico, qualità dell’aria e congestione sono problemi quotidiani.

Il terzo ambito riguarda gli imballaggi. Dal 2022, secondo quanto comunicato dall’azienda, Amazon utilizza nella propria rete di distribuzione europea imballaggi in carta e cartone riciclabili al 100%. Anche qui il tema non è solo ambientale: usare meno materiali inutili, migliorare la possibilità di riciclo e automatizzare il confezionamento significa intervenire su una delle parti più visibili e discusse dell’e-commerce.
Una cifra rilevante, dentro un gruppo enorme
I 17 miliardi di euro investiti in Europa sono una cifra imponente. Ma per capirne il peso reale bisogna confrontarla con la scala complessiva di Amazon.
Nel 2025 il gruppo ha registrato ricavi globali per 716,9 miliardi di dollari, in crescita del 12% rispetto all’anno precedente. Nel periodo 2021-2025, i ricavi complessivi superano i 2.900 miliardi di dollari. In questa prospettiva, l’investimento europeo in tecnologie a basse emissioni appare importante, ma proporzionato (forse anche modesto) rispetto alla dimensione economica di una società con una presenza così estesa nei consumi, nella logistica, nel cloud e nei servizi digitali.
Anche guardando solo ai principali mercati europei dichiarati separatamente nei bilanci, la dimensione è notevole: nel 2025 Amazon ha registrato 45,9 miliardi di dollari di ricavi in Germania e 43,2 miliardi nel Regno Unito. Il dato non rappresenta l’intera Europa, perché mancano altri Paesi come Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi e Polonia, ma aiuta a capire il peso economico dell’azienda nel continente.
Il nodo delle emissioni
La questione centrale è quindi la capacità di trasformare gli investimenti in una riduzione reale dell’impatto ambientale. Amazon ha fissato l’obiettivo di raggiungere zero emissioni nette di CO₂ entro il 2040 attraverso il Climate Pledge. Nel Sustainability Report 2024, l’azienda dichiara di aver abbinato il 100% dell’elettricità consumata a fonti rinnovabili per il secondo anno consecutivo. Allo stesso tempo, però, le emissioni complessive sono aumentate del 6% nel 2024, arrivando a 68,25 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, mentre le emissioni calcolate in rapporto alla crescita del business sono diminuite del 4%.
Gli investimenti in energia pulita, veicoli elettrici e packaging più sostenibile sono necessari e possono avere effetti positivi sulle filiere europee. Ma per un’azienda delle dimensioni di Amazon, la prova decisiva non è solo finanziare progetti verdi: è dimostrare che questi progetti riducono nel tempo le emissioni totali, non soltanto quelle misurate in rapporto alla crescita dell’attività.
Una transizione che nessuno può fare da solo
Nel comunicato, Andreas Marschner, Vice Presidente delle Operazioni Sostenibili di Amazon nel mondo, sottolinea proprio la dimensione collettiva della sfida: “Gli investimenti di Amazon in Europa dimostrano che decarbonizzazione e competitività economica procedono di pari passo. Attraverso l’implementazione di tecnologie sostenibili su larga scala e la collaborazione con partner europei innovativi, contribuiamo a costruire l’economia a basse emissioni di cui l’Europa ha bisogno, sostenendo al contempo occupazione, crescita e leadership industriale. Tuttavia, nessuna azienda può realizzare questa transizione da sola: per raggiungere il nostro obiettivo del Climate Pledge di zero emissioni nette di CO2 entro il 2040 sarà necessaria una collaborazione continua tra industrie, istituzioni e società civile.”
Il punto è cruciale: energia rinnovabile, batterie, reti elettriche, veicoli elettrici, imballaggi riciclabili e software per ottimizzare la logistica non funzionano come soluzioni isolate. Serve un sistema più ampio, fatto di domanda da parte delle imprese, infrastrutture adeguate, regole chiare e capacità produttiva europea.
Perché questa storia conta
Il dato più interessante del report non è solo la cifra investita, ma il messaggio industriale che contiene: la sostenibilità può diventare un fattore di crescita quando genera imprese, lavoro, innovazione e infrastrutture. Per l’Europa, che deve ridurre le emissioni senza indebolire la propria capacità produttiva, è un passaggio decisivo.
Il caso Amazon mostra il potenziale degli investimenti privati nella transizione, ma ricorda anche che la sostenibilità va valutata sui risultati misurabili: riduzione delle emissioni totali, qualità del lavoro generato, solidità delle filiere, impatto sulle città e trasparenza dei dati.
La direzione è promettente. La prova vera sarà trasformare gli investimenti in cambiamenti strutturali, capaci di rendere l’economia europea più pulita, più forte e più vicina alla vita quotidiana delle persone.








