Il Cile verso nuove tutele ambientali nella nascente Costituzione

Nella nuova Costituzione che si sta definendo in Cile, c'è spazio anche per i diritti della Natura, l'Assemblea costitutente ha formalmente approvatoi primi articoli del testo. I cittadini lo voteranno con un referendum

Gabriel Boric, Presidente cileno dallo scorso dicembre, è il più giovane di sempre (classe 1986) in Cile e il secondo più giovane al mondo. Progressista e attivista, specialmente sul fronte dei diritti umani e dell’equità sociale, diventerà anche il Presidente che firmerà una nuova Carta costituzionale del Paese che includerà anche i diritti della Natura, una strada per rafforzare la tutela ambientale che stanno percorrendo diversi Paesi.

L’Italia stessa, lo scorso febbraio, ha modificato la propria Costituzione per introdurre due articoli che trattano i temi della tutela degli ecosistemi e della biodiversità.

Il Cile è considerato uno dei Paesi più vulnerabili al cambiamento climatico e già ne vede l’impatto: sebbene possieda tra le più grandi riserve d’acqua dolce del mondo, più del 60% del suolo del Cile continentale soffre un certo grado di desertificazione. Oltre 800 specie animali sono a rischio.

Il 25 marzo 2022, l’organo plenario della Convenzione costituzionale del Cile ha formalmente approvato i diritti della natura all’interno del testo costituzionale proposto, secondo la dichiarazione di Earth Law Center (ELC) e Defensa Ambiental, due organizzazioni non profit con sede nell’emisfero occidentale.

Nei nuovi articoli, si riconosce che “Gli individui e i popoli sono interdipendenti con la natura e formano un insieme inseparabile”. E più precisamente afferma che “la natura ha dei diritti e che lo Stato e la società hanno il dovere di proteggerli e rispettarli”.

Il popolo cileno ora voterà sulla versione finale, dice la dichiarazione.

ELC e Defensa Ambiental, insieme a molti movimenti sociali in Cile, hanno lavorato su parti del testo costituzionale. Le due organizzazioni non profit hanno organizzato una campagna nota come 15.000 Cuori per la Terra – Per il riconoscimento e la difesa dei diritti della natura.

L’obiettivo della campagna era quello di far accettare la loro proposta per i diritti della natura e altri principi ambientali nella Costituzione del Cile.

Le due organizzazioni hanno ricevuto le 15.000 firme necessarie per la loro proposta nel febbraio di quest’anno.

Secondo le Nazioni Unite, già molti Stati riconoscono una qualche forma di diritto a un ambiente sano. Ma sono ancora poche quelle che hanno già riconosciuto la Natura come titolare di di diritti propri a livello costituzionale, il più alto rango per una legge, che influisce su tutte le altre. questo tema in qualche modo a livello ufficiale e istituzionale. Nel novembre 2016, la Corte costituzionale della Colombia ha riconosciuto i diritti del fiume Atrato e del suo bacino; lo stesso è successo nel 2018 con l’Amazzonia colombiana. Nel 2016 l’Alta Corte dell’Uttarakhand a Naintal, nel nord dell’India, ha stabilito che i fiumi Gange e Yumana sono entità viventi, e recentemente Panama ha segnato una pietra miliare notevole con una potente legge sui diritti della natura. Inoltre, ci sono altre proposte in corso per arrivare all’accettazione costituzionale della natura come soggetto di diritti.

cile costituzione
Celebrazioni in Piazza Italia a Santiago per l’elezione di Boric, il presidente che sostiene le riforme progressiste nel Paese – https://unsplash.com/photos/ms6gBEYfYwc

Una Costituzione che porta il Cile all’avanguardia a livello internazionale

Così titola il giornale cileno El Mostrador, raccontando dei progressi fatti finora dalla Convencion Costituente per riformare la Carta Costituzionale del Paese (su cui si è battuto proprio il presidente Boric) che intende ridefinirsi come uno stato plurinazionale e interculturale, ridisegnare le istituzioni, assegnando maggiore autonomia regionale, maggiori libertà e diritti, accogliendo le richieste dei cittadini anche in ambiti come il genere e la parità, la libertà di stampa e di espressione, e la crisi climatica.

Il Cile sarebbe il secondo paese dell’Amarica Latina, dopo l’Ecuador, a imporre nel suo testo costituzionale il dovere dello Stato di proteggere la natura, ma anche a riconoscere l’attuale crisi climatica ed ecologica.

In questo contesto, l’articolo 1 definisce il dovere dello Stato di “adottare azioni di prevenzione, adattamento e mitigazione dei rischi, delle vulnerabilità e degli effetti causati dalla crisi climatica ed ecologica”.

L’articolo 4 specifica che la natura ha il diritto di far rispettare e proteggere la sua esistenza, la sua rigenerazione, il mantenimento e il ripristino delle sue funzioni ed equilibri dinamici, compresi i cicli naturali, gli ecosistemi e la biodiversità. È dovere dello Stato, quindi, garantire e promuovere questi diritti come stabilito dalla Costituzione e dalle leggi.

Un altro articolo ancora riguarderebbe nello specifico il dovere dello Stato assicurare la protezione degli animali, riconoscendo la loro sensibilità e il loro diritto a vivere una vita libera da maltrattamenti. Dichiara anche che lo Stato e le sue agenzie devono promuovere un’educazione basata sull’empatia e il rispetto degli animali.

Sono accolti, almeno in parte, diversi dei suggerimenti offerti proprio dalla petizione 15.000 CORAZONES POR LA TIERRA. Ma il processo cileno di approvazione non si è ancora concluso.

“Le costituzioni hanno sempre risposto a problemi che si sono presentati in tempi diversi. Nel XIX secolo era avere repubbliche e non colonie, e la risposta è stata il riconoscimento dei diritti civili e politici; nel XX secolo è stata la disuguaglianza, e la risposta è stata il riconoscimento dei diritti economici, sociali e culturali. Questi problemi non sono ancora stati risolti e questi diritti devono continuare ad essere riconosciuti nella Costituzione. – dice l’avvocato cileno Ramiro Avila Santamaría, ex giudice del Tribunal Internacional por los Derechos de la Naturaleza. “Nel 21° secolo, il problema aggiuntivo è la crisi ambientale. Quindi, se il Cile non risponde a questo problema, semplicemente non sarà all’altezza di ciò di cui il mondo e il popolo cileno hanno bisogno”.

*Il 25 ottobre 2020 si è svolto in Cile un referendum per adottare una nuova Costituzione o mantenere quella attuale: il 78,12 per cento dei votanti si è espresso a favore di una nuova costituzione. A maggio 2021 è stata eletta l’assemblea costituente la cui maggioranza è rappresentata da forze progressiste di sinistra. Questa assemblea ha il compito di redigere la nuova carta costituzionale, ed entro il giugno 2022 si svolgerà il referendum confermativo per la nuova costituzione. (Fonte: Wikipedia)

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