Ecco il costo della crisi climatica per le famiglie italiane

Non solo guerre, crisi energetica, inflazione: il cambiamento climatico e gli eventi meteorologici estremi che porta con sé impattano duramente sulle economie familiari, tramite gli aumenti delle bollette e dei consumi alimentari

La condizione geopolitica internazionale – invasione russa dell’Ucraina in testa, con la crisi energetica e quella del grano che questo evento drammatico ha comportato – contribuisce notevolmente all’aumento dei prezzi che dall’anno scorso non sta dando tregua ai cittadini europei, italiani inclusi. Quel che è meno noto, però, è che anche la crisi climatica gioca un ruolo fondamentale, facendo sentire i suoi effetti su più di una voce di spesa. Anche se siamo abituati a pensare che a pagarne il prezzo siano “solo” gli orsi polari che restano senza calotte di ghiaccio su cui riposarsi o le isolette del Pacifico che a breve spariranno, inghiottite dall’aumento del livello dei mari, la verità è che il cambiamento climatico ha effetti diretti sulle nostre vite, molto più concreti di quanto si potrebbe pensare: un motivo in più per andare in direzione di una maggiore sostenibilità, anche nella quotidianità. Le conseguenze, infatti, sono già qui e pesano sui nostri portafogli, colpendo diverse voci di spesa. Ecco le principali.

LE BOLLETTE DEL GAS

Una parte dell’aumento dei prezzi del gas naturale è correlato alle vicende internazionali, dato che proprio la Russia è il principale fornitore dell’Europa, Italia compresa, anche se l’effetto riguarda tutto il mondo; negli Stati Uniti, ad esempio, si stima che nel 2022 i cittadini abbiano pagato l’elettricità in media l’8% in più rispetto all’anno prima. Sul lungo periodo, però, l’andamento del prezzo è influenzato anche dall’aumento della domanda della materia, in particolare in concomitanza dei picchi dell’estate e dell’inverno: le cause, infatti, sono da ricercare proprio negli estremi di temperatura che la crisi climatica provoca, con una maggiore frequenza e gravità delle ondate sia di caldo che di freddo, facendo impennare la domanda e quindi i costi del riscaldamento per l’inverno e del condizionamento per l’estate.

Rendere più ecologica la propria casa può essere quindi un modo per ridurre i consumi, ad esempio isolando le pareti per mantenere meglio il calore con l’efficientamento energetico o puntando sulla bioedilizia; il gas dei fornelli, invece, può essere sostituito con i modelli elettrici a induzione.

I COSTI DELL’ELETTRICITÀ

Le bollette, quindi, parlano chiaro: a partire dal 2020 il prezzo dell’energia elettrica è quintuplicato nel giro di 20 mesi, passando da 7 a 38 centesimi al kilowattora; nel 2022 i prezzi erano ormai esorbitanti, anche – come abbiamo appena visto – per effetto dell’aumento del gas naturale, che in Italia resta comunque la fonte a partire da cui viene prodotto circa il 40% dell’energia elettrica. Oltre a questo e all’aumento della domanda di tutte le materie seguito alla ripresa delle attività dopo la pandemia, a riversarsi sulla bolletta elettrica sono anche i costi dei crediti di emissione, di cui i produttori devono farsi carico per rientrare negli obiettivi europei di decarbonizzazione.

Un’ottima idea per ridurre le spese (e l’impatto) dell’elettricità casalinga può quindi essere il passaggio a un fornitore di energia da fonti rinnovabili, un piccolo cambiamento che può avere effetti molto importanti, mettendoci al riparo dagli andamenti irregolari delle bollette.

L’ACQUA

Seppure più contenuti dei precedenti, nel 2022 sono aumentate le tariffe dell’acqua, che già nel 2021 aveva comportato una spesa media di 460 euro l’anno, del 2,6% superiore rispetto all’anno prima. I costi sono da ricondurre alla manutenzione della rete idrica, aumentati – come tutti gli altri – per effetto della pandemia e, più tardi, aggravati dalla guerra in Ucraina che ha colpito anche le materie prime. Ma anche l’acqua è, inevitabilmente, correlata alla crisi climatica: siccità, scioglimento dei ghiacciai, colture ad alto apporto idrico e uso eccessivo di una risorsa preziosa contribuiscono alla sete del Pianeta. Altre condizioni meteorologiche estreme causate dall’andamento del clima hanno influenzato i prezzi in vari modi: delle precipitazioni particolarmente violente, ad esempio, possono danneggiare le infrastrutture, per cui negli ultimi anni la manutenzione si rende necessaria con più frequenza; e anche questi costi finiscono per essere scaricati sui contribuenti.

Come risparmiare sul prezzo dell’acqua? Bisogna innanzitutto trattarla per quello che è: una risorsa preziosa che va usata con attenzione; ridurre gli sprechi, poi, significa innanzitutto verificare che non ci siano perdite in casa, perché anche quelle che ci sembrano poche gocce, sommandosi, se sgorgano ininterrottamente, in un anno possono incidere in modo importante anche in bolletta.

LE ASSICURAZIONI

Assicurare la propria casa da eventi estremi e innalzamento dei mari sta diventando indispensabile, specialmente nelle regioni più esposte e in cui si verificano più spesso inondazioni, incendi e cicloni. Proprio per questo, le polizze stanno diventando più costose: i dati riferiti agli Stati Uniti – dove il fenomeno è particolarmente marcato – dicono che il 90% dei proprietari di case ha visto aumentare i premi assicurativi a partire da maggio 2021 di ben 134 dollari di media in un anno e ora il rischio è che gli aumenti per oltre il 60% degli assicurati arrivino a 10 dollari al mese.

In questo caso l’ideale è prevenire: se si sta decidendo di comprare casa, quindi, è bene studiare la zona sul piano climatico, meteorologico e sismico, per evitare brutte sorprese sul lungo periodo, non solo per i costi, ma anche per la propria sicurezza.

LA SPESA ALIMENTARE

Ultima voce di spesa – ma non per impatto – a pesare sul costo della vita è, ovviamente, il cibo, su cui a sua volta incide quella che in inglese chiamano “heatflation”; il termine si potrebbe tradurre con “inflazione da caldo” ed è proprio questo: un aumento dei prezzi dovuto alla crisi climatica e alle sue conseguenze negative sull’agricoltura, tra ondate di caldo senza precedenti e fuori stagione, periodi di siccità prolungati, grandinate inaspettate e bombe d’acqua che danneggiano i raccolti. Per capire perché siamo alle prese con l’inflazione, quindi, basta pensare alle temperature soffocanti e alla siccità che in Europa occidentale l’estate scorsa hanno lasciato fiumi e bacini idrici così vuoti da rendere difficile irrigare i campi. In Italia, così, abbiamo perso fino a un terzo della produzione stagionale di riso, mais e foraggio, mentre anche da noi – come pure in Spagna, il maggior produttore mondiale – i raccolti di olive sono crollati e così anche quelli del grano tenero. Complessivamente, quindi, nel 2022 nel nostro Paese i prezzi degli alimentari sono cresciuti di circa il 9%, uno dei tassi più alti da decenni.

Cosa fare, allora, per contenere la spesa? Un esempio è scegliere prodotti alimentari vegetali, a partire dai più economici legumi e cereali, per provare a mangiare vegetale anche oltre Veganuary, e possibilmente scegliendo prodotti locali, così da evitare le spese dei trasporti.

Nella speranza che almeno alcune delle maggiori cause di questi andamenti in salita si risolvano al più presto, ciascuno di noi può intervenire per contenere i costi. Tutti, infatti, con un po’ d’attenzione e le scelte giuste nell’ottica della sostenibilità, possono fare qualcosa per tagliare la spesa famigliare, riducendo non solo le uscite mensili, ma allo stesso tempo anche l’impatto ambientale del proprio stile di vita.

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