Imprenditoria femminile innovativa, da GammaDonna a StartupHer

Due esempi di iniziative che supportano talenti e imprese al famminile. E' ancora troppo bassa in Italia la partecipazione delle donne alla vita economica e politica

Il Global Gender Gap Report 2022 colloca l’Italia ancora al 63° posto della classifica dei 145 Paesi monitorati dalla ricerca per quanto riguarda il tema della parità di genere. Il mondo nel suo complesso, anche a causa della pandemia, non ha fatto tanti passi avanti in quest’ultimo biennio, ma sono molte le nazioni che, singolarmente prese, magari meno rilevanti dell’Italia come ‘potenza’ economica, ci hanno tuttavia superato negli sforzi per ridurre il gender gap.

Brucia il confronto con i vertici della classifica che sono detenuti da nazioni europee: Islanda (1), Finlandia (2), Norvegia (3), Svezia (5), Irlanda (9), Germania (10). A livello di Europa l’Italia è 25esima su 35 Paesi, laddove le nostre vicine Spagna e Francia risultano rispettivamente 17esima e 15esima.

Insomma, tanta la strada che ancora bisogna fare, e i settori in cui maggiormente esiste divario nella partecipazione femminile, così come nel trattamento – anche retributivo – sono gli ambiti del potere politico e della partecipazione economica e opportunità.

Ci sono meno del 2% di donne Ceo nelle società quotate italiane, per esempio; il top management è costituito da donne in circa il 15% delle aziende e la partecipazione azionaria non raggiunge il 12%.

Valorizzare il buono che c’è per ispirare e stimolare una maggiore partecipazione è dunque molto importante. Ed è quello che fanno due iniziative, una che possiamo considerare pioniera del ‘settore’ il Premio GammaDonna, nato nel 2004.

Anche quest’anno, ha selezionato sette donne alla guida di imprese che operano in settori molto diversi, ma unite da una tangibile e fortissima propensione alla sostenibilità e all’innovazione: nel business e nella gestione d’impresa. Tra di queste ci sarà una vincitrice assoluta che sarà premiata dal palco dell’Italian Tech Week venerdì 30 settembre alle 11.30 presso le officine OGR di Torino.

L’altra è tra le ultime nate e si chiama StartupHER

Le 7 finaliste del Premio GammaDonna 2022

Isabelle Andrieu – Translated [Roma] https://translated.com 

Isabelle Andrieu è la presidente di Translated, startup ante-litteram fondata nel ‘99 insieme al marito Marco Trombetti, con un investimento di soli 100 euro per l’acquisto di un dominio internet e della pubblicità online. Oggi Translated è tra i principali agenzie di traduzioni al mondo, con sedi in Italia e negli USA, una rete di oltre 300.000 traduttori professionisti in 194 lingue, che usa le più avanzate tecnologie come l’intelligenza artificiale a supporto della creatività e del lavoro dei traduttori. Con il motto ‘We Believe in Humans’, Isabelle si è data l’obiettivo di coltivare talenti in azienda, sostenendoli nel percorso e mettendoli in condizione di esprimere il loro pieno potenziale.  Circa 6 anni fa, con i ricavi dell’azienda, ha creato il fondo di Venture Capital Pi Campus che investe in startup che applicano l’IA nei settori più diversi.

Martina Capriotti – Mirta [Milano] https://www.mirta.com

Dopo anni trascorsi nella consulenza in Asia, nel 2019 la romagnola Martina Capriotti decide di fare il salto e fonda con il socio Ciro Di Lanno la showroom digitale Mirta, con l’obiettivo di rivoluzionare il settore moda, facendo sì che artigiani esperti e proprietari di boutique riescano a globalizzarsi pur mantenendo la propria natura locale. Con un team di 60 persone, di cui il 75% donne, oggi Mirta conta più di 400 brand che raggiungono oltre 20.000 clienti in 60 Paesi. Il futuro che Martina si immagina è un’azienda in continua evoluzione e all’avanguardia, che salvaguardi le produzioni artigianali locali dalla produzione in serie per grandi marchi. Un mondo più sostenibile, che produce solo il necessario e lo fa senza sprechi.

Danila De Stefano – Unobravo [Napoli] https://www.unobravo.com

Nel 2019, a soli 26 anni, Danila De Stefano ha l’intuizione di creare Unobravo, per sostenere gli expat italiani residenti all’estero, ma la startup diventa presto un punto di riferimento per la terapia online in lingua italiana. L’idea di business si sviluppa a partire dal desiderio di sfruttare l’innovazione tecnologica per abbattere lo stigma sui temi di salute mentale e rendere la psicoterapia accessibile a tutti, offrendo un servizio di estrema qualità ad un costo calmierato. Oggi i professionisti accreditati che lavorano all’interno della piattaforma sono oltre 2.000 e i pazienti oltre 50.000.

Anna Gregorio – PICOSATS [Trieste] https://picosats.eu

Scienziata e professoressa di astrofisica e astronomia all’Università di Trieste, Anna Gregorio fonda PICOSATS nel 2014 e si specializza nello sviluppo di sistemi innovativi di nano-satelliti.  Ha creato RADIOSAT, ricetrasmettore miniaturizzato per piccoli satelliti che può raggiungere velocità 5 volte superiori alle soluzioni sul mercato, primo in Europa e fra i primi a livello mondiale. Una nuova finestra per l’osservazione della Terra, con applicazioni che vanno dalla sicurezza all’agricoltura, ma anche all’osservazione del clima e alle applicazioni 5G.

Tiziana Monterisi – Ricehouse [Biella] https://www.ricehouse.it

Specializzata in architettura bio-ecologica, Tiziana Monterisi è cofondatrice e CEO di Ricehouse, B-Corp nata nel 2016 con l’obiettivo di rendere sostenibili due dei settori più impattanti in assoluto: agricoltura e edilizia. Si definisce una nativa ecologica perché da sempre ha cercato soluzioni alternative nel mondo delle costruzioni. Dalla sua ricerca ed esperienza pluriennale nella bioarchitettura nasce Ricehouse, azienda che, con un modello di economia circolare, utilizza materiali di scarto del riso per produrre mattoni, intonaci, finiture e pavimenti e creare edifici completamente autosufficienti e rigenerativi, in cui natura, innovazione e tecnologia si fondono completamente.

Claudia Persico – Persico Group [Nembro – BG] https://www.persico.com

Claudia Persico guida Persico Group, nata come piccola modelleria in una cantina e diventata in poco tempo una rinomata multinazionale italiana con quartier generale a Nembro (Bergamo) e sedi in tutto il mondo. L’azienda di famiglia nasce nel 1976 e realizza stampi, presse, impianti e soluzioni completamente automatizzate per diversi settori ad alta tecnologia. L’ultima sfida di Claudia riguarda il green. La forte attenzione alla neutralità tecnologica e alla sostenibilità ha portato Persico a ridurre drasticamente i consumi e utilizzare fonti rinnovabili: un esempio ne è SMART H2 – macchinario a riscaldamento elettrico in grado di realizzare, attraverso il processo rotazionale, la struttura interna dei serbatoi per lo stoccaggio dell’idrogeno – che Claudia sta lavorando per rendere completamente automatizzato, in collaborazione con colossi del mondo automotive.

Chiara Petrioli – WSense [Roma] https://wsense.it 

Ingegnera informatica e ricercatrice, dopo anni trascorsi all’estero, Chiara Petrioli rientra in Italia dove dà vita a WSense, società che sviluppa tecnologie per connettere e monitorare il mondo sottomarino, e che diventa in breve eccellenza internazionale nella frontiera dell’Internet of Underwater Things (IoUT). Con un gruppo di giovani talenti Chiara individua nuove modalità per costruire reti wireless subacquee attraverso onde acustiche e reti di sensori che consentono di connettere gli oceani, scambiare informazioni tra i due mondi, ricevere dati dalle profondità marine in tempo reale: in poche parole, l’internet degli abissi!

Imprese e talenti femminili importanti anche per la sostenibilità, quindi, tra cui due società benefit, Ricehouse e Unobravo.

Leggi anche Premio GammaDonna 2021.

StartupHer, si cercano nuove imprenditrici innovative

Dall’iniziativa apripista, a quella più recente, StartupHer.

Attraverso una call online per raccogliere candidature, saranno individuati progetti innovativi e meritevoli promossi da giovani e meno giovani imprenditrici (unico limite la maggiore età) italiane, che potranno conquistare l’accesso a un programma di di supporto per sviluppare l’idea. In particolare, si cercano progetti digitali per l’Industria 4.0, infatti

Le startupper, siano esse di una singola fondatrice o di un team di donne, possono candidarsi partecipando al Bando scaricabile dal sito www.startupher.it . C’è tempo fino al 16 settembre.

grafica startupher

I progetti verranno valutati verificandone il potenziale di innovazione, soprattutto in termini finanziari, e il contenuto tecnologico.

Tre di essi otterranno il supporto strategico per affrontare lo sviluppo della propria idea imprenditoriale attraverso attività di mentoring e formazione ma anche con l’affiancamento di professionisti tech, il coaching, lo sviluppo del piano di marketing e il successivo business development.

StartupHer è nato dalla collaborazione tra Daxo Group (società di consulenza), AGOS insieme a Le Village by Crédit Agricole Milano, e ha il sostegno dell’Associazione DONNE 4.0.

Lo scopo di questa iniziativa non è solo dare sostegno a nuove imprese e all’imprenditoria femminile, ma anche scoprire e valorizzare gli elementi che caratterizzano il modo femminile di fare impresa, molto attenta a sostenibilità espressa in termini di buona gestione ed inclusione, costruzione di connessioni, empowerment dei team e networking.

Fondo impresa femminile

In questi ultimi anni le iniziative, spesso promosse da aziende private e associazioni (da Act4Change a FoundHer, da Valore D a SheTech), che supportano l’imprenditorialità, le competenze e l’empowerment femminile sono state diverse, sia sotto il profilo della formazione, del supporto e dell’ispirazione; sia sotto quello del finanziamento privato con la crescita del numero di business angel donne che investono in donne (come Angels 4 Women).

Ma serve anche il supporto dello Stato, che a partire dagli anni ’90 ha dedicato risorse attraverso bandi all’imprenditoria femminile. Più di recente, una buona iniziativa del Ministero dello sviluppo economico è stato quello di istituire il Fondo impresa femminile (dotazione di 200mila euro dai fondi del PNRR) il cui esordio ha dimostrato come non manchino talenti, idee e iniziative ma servano più soldi se si vuole davvero ridurre il divario di genere.

Lo scorso 8 giugno, per esempio, si apriva il bando a sportello per l’erogazione dei contributi a imprese al femminile costituite da oltre 12 mesi: in un solo giorno sono arrivate oltre 8mila domande, fatto che ha determinato la chiusura dello sportello il giorno stesso per esaurimento dei fondi (che erano solo 200 milioni). Un vero peccato. Anche un’incongruenza se si pensa che i fondi per il reddito di cittadinanza si aggirano tra i 7 e gli 8 miliardi all’anno e non stanno creando imprese, ma forse generando nuove forme di divario sociale.

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